Militaria e Abbigliamento Militare

Militaria, abbigliamento militare e attrezzature militari

Il ripiegamento

Dicembre 14th, 2008

Il ripiegamento è una tattica militare che ha a che fare con la reazione immediata mediante un grosso volume di fuoco. Ne esistono diverse forme. La RAI (reazione automatica immediata) ad esempio è utilizzata dalle pattuglie non appena hanno subito un’imboscata ed ha il pregio di ridurre drasticamente le perdite facendo in modo che la squadra si riorganizzi al meglio in un lasso di tempo immediato. L’imboscata è certamente uno degli attacchi più massicci al quale bisogna reagire sparando, anche se i nemici non vengono avvistati; cercando una copertura; tenendosi in contatto con i compagni di squadra; applicando il fuoco di copertura per coprire gli spostamenti di chi altrimenti sarebbe non solo sotto attacco ma anche facile bersaglio.  Se invece il nemico ha soltanto avvistato occorre reagire tramite un assalto istantaneo, dopo che è stato dato l’ordine (”contatto!”). Nel caso il nemico non abbia neanche avvistato ovviamente non si reagisce ma si applica il cosiddetto “congelamento”: l’immobilità e l’attesa la fanno da padrone finchè il nemico non è lontano. Nel soft air è possibile che la pattuglia sia di due elementi: l’operatore e il cecchino. L’elemento che procede avanti apre il fuoco con un fucile automantico, mentre la retroguardia lancia una granata fumogena in quella zona che si pone tra il compagno e il nemico. Una volta esplosa la granata l’elemento avanzante torna indietro, permettendo all’ex granatiere di aprire lui il fuoco con il fucile di precisione, e lanciando una granata incendiaria. A questo punto i due si separano per poi rincontrarsi al rally point. Spesso capita anche che gli operatori iniziano a sparare congiuntamente, ognuno nella propria direzione.

L’infiltrazione

Dicembre 10th, 2008

L’infiltrazione, dal cielo o via mare, rappresenta il raggiungimento del punto di partenza per la missione. L’infiltrazione preferita dai reparti speciali è quella aerea dall’elicottero e, a seconda dei casi, si utilizza la discesa su corda doppia (fast rope) o un veloce elisbarco. La tecnica H.A.L.O. (high altitude low opening) invece prevede l’utilizzo dell’aereo e le ore buie. Con quest’ultima tecnica otto incursori vengono lanciati da un’altezza di 10.000 m di quota in modo da poter confondere il nemico , il quale, di notte, non riuscirebbe a scambiare l’aereo militare da uno civile. Inoltre i radar non riuscirebbero a captare il singolo paracadutista. Una volta atterrati, i nostri, si riuniscono nel punto di partenza e la missione può iniziare.
Nell’infiltrazione da mare invece sono indispensabili i gommoni. Qui gli incursori devono mantenersi bassi all’interno del gommone per non essere avvistati. Le infiltrazioni, come tutte le tecniche militari, sono adoperate nel soft air; con una piccola differenza però. Non avvengono mai in profondità; il punto di partenza della missione è sempre all’esterno del campo di battaglia e generalmente si usano autovetture o mezzi messi a disposizione dell’organizzazione del combat. Raramente si possono effettuare infiltrazioni dall’alto con elicotteri.

L’imboscata

Dicembre 3rd, 2008

Un’altra tecnica molto utilizzata nel soft air è l’imboscata; e non poteva essere altrimenti visto che fonti certe (come gli affreschi rupestri di Morella La Vella) la danno come uno dei primi piani di battaglia adottati dall’uomo. La tecnica dell’imboscata consiste nell’assalire a sorpresa l’avversario da una posizione strategica (come un albero, o una collina)  mentre questi è in movimento o anche fermo, ma sono necessarie un’altissima capacità di mimetismo e una giusta coordinazione (nessuno può aprire il fuoco prima di ordini precisi). Per prima cosa occorre individuare le linee di comunicazione del nemico, carpire gli aspetti routinari, l’entità e la possibilità di rinforzi, le precauzioni e i sistemi trappola eventualmente utilizzati. Una volta che si è in possesso di queste preziose informazioni i nostri potranno individuare facilamente il luogo ideale, le vie d’accesso e quelle di fuga. A questo punto l’aggressore può determinare l’entità delle forze di cui ha bisogno per effettuare l’imboscata e le dividerà in tre elementi: di avvistamento (schierati per primi in modo da visionare le vie d’accesso del nemico), di sicurezza (schierati per secondi con blocchi stradali e pattuglie esplorative) e di attacco (schierati per ultimi).
Uno schema tipico dell’imboscata può essere questo: gli elementi di avvistamento segnalano l’arrivo del nemico fornendo tutte le informazioni al comandante che, sulla base di queste informazioni, decide se è il caso, o meno, di attaccare; in caso di ordine positivo verranno colpite le retroguardie e sucessivamente la colonna portante e l’avanguardia in modo da dividere la forza nemica in tre tronconi, applicando così sul campo il fruttuoso divide et impera. Nel soft air risultano abbastanza realistiche le imboscate nelle missioni da 24h.

Fuoco!

Novembre 29th, 2008

Diamo uno sguardo a due tattiche militari: il fuoco di copertura e il fuoco di saturazione. Il primo (detto anche fuoco di sbarramento o di soppressione) consiste nel bersagliare il nemico facendo convergere il maggior volume di fuoco disponibile senza per questo concentrarsi su un obiettivo preciso. Questo particolare sta a dimostrare quanto il fuoco di copretura sia più che altro un’azione tattica volta a costringere il nemico a correre ai ripari, ad intimidirlo quindi, e ad impedire la vista al nemico dello spostamento delle nostre truppe. Il fuoco di copertura permette infatti quello che tecnicamente è chiamato l’avanzamento in copertura: non solo l’avanzamento è facilitato ma l’appostamento di più uomini in copertura in diversi punti strategici permette la reazione immediata in caso di contatto visivo delle truppe avanzanti col nemico. In sintesi, è una tattica che contiene al suo interno sia la componente difensiva che offensiva. E’ praticata maggiormente nei contesti di guerriglia urbana ed è fondamentale la presenza di tiratori scelti e di incursori. Infine, considerato che si predilige il maggior volume di fuoco a discapito della mira, è indicato l’utilizzo di mitragliatrici leggere. Nel softair tale tattica non sempre viene applicata, ma può fare la differenza in un assalto.
Con il fuoco di saturazione si intende invece quella tattica più massiva volta a convergere il maggior volume di fuoco disponibile dall’insieme di armi disponibile al momento (non solo quindi le mitragliatrici leggere) con l’obiettivo di distruggere tutto ciò che si ha davanti.

Soft Air…hard rain?

Novembre 27th, 2008

L’acqua non è l’ambiente dell’uomo, a meno che qualcuno di noi non sia un novello Capitano Nemo (che comunque aveva un Nautilus ben attrezzato e mute subacque di caucciù)! Sia che cada dal cielo, sia che scorra o che ristagni è un elemento che non consente molte attività all’uomo…figuriamoci guerreggiare! Ma dal momento che senza l’acqua non ci sarebbe vita ecco una panoramica di pro e contro per i softgunners.
La pioggia col suo scrosciare può venirci incontro perchè copre i rumori in nel caso di una nostro incursione (nel caso contario siamo noi a rischiare di lasciarci le penne), ma può anche, sopratutto se intensa, ridurre la visibilità. Inoltre, come per il combattimento in alta montagna, rallenta la marcia e può rendere il terreno scivoloso. Altri inconvenienti possono essere dovuti al ruolo che si ha in un combat: se stiamo ad esempio in appostamento e si gioca d’inverno, il freddo può prendere il sopravvento.
Passando dalla pioggia all’acqua di fiume o lago possiamo notare alcuni vantaggi tattici: innanzitutto non lasciamo tracce, depistiamo gli eventuali cani dei nemici e possiamo emergere solo nel momento in cui dobbiamo aprire il fuoco rimanendo invisibili le altre volte.
Come attrezzarci? Se si è sotto la pioggia occorre procurarsi un completo impermeabile e anche dei guanti. I pantaloni della giacca è bene averli in goretex e vanno sempre posti sopra gli anfibi e mai infilati al loro interno, in modo da evitare che l’acqua entri negli scarponi.  Attenzione per il guado di piccoli fiumi: gli anfibi in gore tex raccolgono l’acqua al loro interno e non la lasciano defluire all’esterno.
Per quanto riguarda le soft weapons si consigliano fucili subacquei, pistole subacque a sei colpi, fucili con arpioni per assaltare e assalire le imbarcazioni, mentre nel guado di fiumi in alcuni casi sono necessarie corde e imbrachi.

La guerra al freddo!

Novembre 25th, 2008

Anche se è raro che dei combattimenti abbiano luogo ad altissima quota (come è il caso della guerra nel Kashmir tra India e Pakistan) per via dell’equipaggiamento richiesto (ramponi, corde, giacche termiche e respiratori) e degli eventi climatici tipici (fino a 80 gradi sotto le zero, tempeste di neve, valanghe e crepacci), la montagna rappresenta un vero e proprio banco di prova per le forze in campo. La neve può rallentare la marcia appesantendo notevolmente, il ghiaccio può rendere il terreno scivoloso; inoltre  l’ombra che si riflette nel manto nevoso (anche se la divisa bianca dovrebbe favorire la mimetizzazione) e le impronte lasciate a terra aiutano il nemico. Ma con alcuni accorgimenti, preziosi anche per chi pratica il softair (a meno che non si voglia utilizzare all’infinito le tute bianche dei verniciatori), si può ovviare agli inconvenienti. E’ bene indossare sia giacche che anfibi in goretex la cui composizione di politetrafluoroetilene (PTFE) espanso termomeccanicamente permette l’impermeabilità, la traspirazione e una temperatura adeguata insieme alla leggerezza, requisito fondamentale per chi dovrà percorrere terreni inospitali come questi. Inoltre per evitare di far risalire il nemico alle posizioni dei nostri è bene che si proceda nella neve sfruttando le impronte più vecchie (passandoci letteralmente sopra) o addirittura camminando al contrario creando depistaggio.

Il caffè in guerra? Una granata!

Novembre 25th, 2008

Stanchi della solita attrezzatura per i vostri combat? Stufi dei soliti highlanders? Che ne dite di una bella granata fatta con le vostre mani? Bastano semplici passi è la vostra arma è pronta per inferire duri colpi alla squadra a voi avversa! Innanzitutto dovremo munirci di una tazzina da caffè da asporto (si, quelle di polistirolo col coperchio) alla quale dovremo praticare un foro nel fondo. Qui va inserito un petardo, possibilmente di quelli con la testina da sfregare sulle cartine degli svedesi. Mettiamo pò di colla per tenere fermo il petardo e prima di chiudere la tazzina col coperchio (anche con un leggero strato di nastro adesivo) inserire dei pallini; vivamente consigliati i BB, anche i più economici.
Costruita l’arma possiamo mettere in mostra tutta la nostra abilità, ma ad alcune precisazioni:
- è necessario avvertire gli altri softgunner circa l’utilizzo della granata (magari dando loro una dimostrazione degli effetti)
- non utilizzate un petardo dalla potenza superiore ad un raudo (la deflagrazione potrebbe trasformare gli innocui pallini in schegge pericolose)
- non è possibile utilizzare questa granata in tutti i tornei.
Inotre, per avere il massimo dal vostro gioiello:
- lasciate almento 5-6 millimetri di sporgenza del petardo dalla tazzina
- non utilizzate troppo scotch altrimenti i pallini non schizzeranno via
- non utilizzate la granata sull’erba alta altrimenti sarete voi a trasformare gli avversari in perfetti highlanders
- unite alla tempra guerriera la massima delicatezza in quanto il vostro essere maldestri potrebbe fare in modo che lei si rovini tra le vostre mani (d’altronde è di polistirolo) o che si rompa prima di esplodere nel caso di lancio violento.
Buon combat a tutti voi!

L’imitazione è la più alta forma di adulazione, i giubbotti Alpha ottengono il più alto elogio quando vengono imitati. Dovete sapere riconoscere un originale. Ci sono segni rivelatori da cercare. Il primo ed il più facile da trovare è il marchio autentico della three-bar Alpha. C’è una versione a forma di linguetta del marchio sulla manica dei nostri giubbotti di volo. Inoltre, date uno sguardo nella tasca dei nostri modelli reversibili e dovreste trovare una etichetta del marchio anche la.

Ogni tipo di giubbotto si identifica con delle specifiche reali, ci sono tre barre nere solide sulla etichetta. Altri segni includono il tatto del tessuto. Il tessuto per i giubbotti Alpha ha un tatto pesante e di alta qualità. Guardate molto attentamente le cuciture e noterete che i giubbotti autentici Alpha hanno una cucitura distintiva, creata dalle rigorose prove militari di resistenza alla rottura. E le nostre chiusure lampo d’ottone avranno la parola ALPHA e/o il nostro marchio.

Il marchio principale nel mondo dell’abito autentico di volo.

Perché l’interno del Bomber MA-1 è arancione?

Nel 1960, all’MA-1 è stato cambiato il rivestimento rovesciabile con un rivestimento arancione anziché verde. Rovesciando il giubbotto al lato arancione, i piloti abbattuti possono essere trovati facilmente dalle squadre di salvataggio e di ricerca.

Perchè le tasche sono inclinate sul CWU 45/P?

Quando il giubbotto è stato progettato gli ufficiali hanno formulato l’esigenza delle tasche inclinate non da un punto di vista funzionale, non volevano che i loro piloti gli camminassero intorno con le mani in tasca. Di conseguenza, hanno chiesto che le tasche fossero ad angolo e disposte sulla parte anteriore del giubbotto.

MP-Tex

Used for many years by Alpha Industries in cold weather jackets for U.S. Military Police, MP-Tex fabric has been converted to peacetime use. This unique fabric has a breaking strenght of a 250 pounds, is wind and water-resistant, impervious to stains, tear-proof and virtually indestructible.

Usato per molti anni da Alpha Industries per i giubbotti da climi freddi, per la polizia militare degli Stati Uniti, il tessuto Mp-Tex è stato convertito per il mercato civile. Questo tessuto, unico, ha una resistenza alla rottura di 250 libbre, è resistente all’acqua ed al vento, impermeabile anche alle macchie, è a prova di strappo ed è virtualmente indistruttibile.